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domenica 29 aprile 2012

ALBUM - 25 aprile e dintorni

Preganziol Cultura Informazione in collaborazione con il Gruppo Donne Preganziol e l'A.N.P.I. ha organizzato l'incontro "25 Aprile e dintorni" con ospite il Presidente dell'A.N.P.I. di Treviso Umberto Lorenzoni intervistato da Daniele Ceschin












giovedì 12 aprile 2012

25 Aprile e dintorni

25 Aprile e dintorni
Umberto Lorenzoni intervistato da Daniele Ceschin
con Contributi di Teresa Mattei 
VENERDI' 27 APRILE - ORE 20.30
SALA GRANZIOL - PREGANZIOL

domenica 11 dicembre 2011

Se l'equità è solo una parola

di Daniele Ceschin

Governo necessario, manovra necessaria, equità sociale necessaria ma non pervenuta. Almeno è quanto emerge dalla lettura del decreto “Salva-Italia” che contiene più ombre che luci. Non tanto per le dimensioni e i numeri complessivi, ma per la ripartizione dei carichi fiscali. Se gli italiani avessero un euro per ogni volta che negli ultimi giorni è stata pronunciata o scritta la parola “equità”, non ci sarebbe bisogno di alcuna manovra. È normale che ora si vedano (e si sentano) solo le tasse, ma nei fatti il provvedimento tocca chi ha già dato di più e le categorie sociali per natura fedeli al fisco. E i buoni propositi di miglioramento si scontrano da un lato con i veti di una parte della vecchia maggioranza sorda ad esempio a qualsiasi ipotesi di patrimoniale, dall’altro con la difficoltà di spostare in poco tempo gli oneri verso le sacche di privilegio che ancora (r)esistono. Anche in prima battuta si poteva presentare un testo maggiormente equilibrato. Sarà per questo che non mi sono commosso nemmeno un po’ di fronte alle lacrime della ministra Fornero. L’equità infatti si poteva declinare fin da subito in molti modi senza tanti piagnistei: garantendo l’indicizzazione delle pensioni fino a 1.400 euro, aumentando le detrazioni e le esenzioni per l’Ici-Imu, ammorbidendo le addizionali Irpef che scatteranno da gennaio, mettendo all’asta le frequenze televisive del digitale terrestre. Su questo punto c’è il veto di Berlusconi? Lo si dica pubblicamente senza tanti giri di parole. Cadrebbe il governo? Impossibile, è praticamente blindato. Mentre il ministro Passera approfondisce il tema, qualche osservazione a volo d’uccello.